• Pietro Fiocchi

Aree Protette ma da chi?



Ad oggi quasi l’11% del territorio nazionale si trova in area protetta e ovviamente interdetta alla caccia. Più di 800 tra parchi nazionali, regionali, ecc che dovrebbero garantire prosperità alle oltre 57000 specie di animali presenti in Italia. La verità che conosciamo in molti è un’altra, la definizione di Parco o Area Protetta non è sinonimo di corretta gestione della biodiversità né di reale protezione e sorveglianza degli habitat. Una realtà testimoniata anche dalle tante segnalazioni di Sentinelle dell'Ambiente che arrivano da nord a sud relative ad aree protette in situazioni di degrado spesso preoccupanti. Spesso mi viene chiesto di non diffondere la fonte perché il solo riportare determinate problematiche diventa timore di minacce e ritorsioni, da alcuni già ricevute. La gestione dei parchi è in mano a vertici spesso nominati dalla politica che non sempre hanno reale interesse nella tutela ambientale di questi luoghi, e pensano che per proteggere la natura basti non far nulla e lasciare fare a lei.






Parco del Cillarese, Brindisi










Piano dell'Occhio, Palermo






I risultati di questa filosofia pseudo ambientalista sono situazioni di gravità inaudita come la moria di uccelli nella Valle delle Canne causata qualche mese fa da un’epidemia di botulino dovuta alla mancata gestione delle pozze durante la siccità. Un tempo quella zona era gestita da cacciatori che si occupavano della regimazione delle acque e del monitoraggio della fauna, durante la moria sempre i cacciatori volontari hanno partecipato al recupero delle carcasse e alla bonifica della zona risanando la situazione.






Parco delle Rogge, Bienate - Milano











Riserva naturale Lago di Piano, Como






Un abbandono che, anche quando non si traduce in emergenza, racconta una situazione nazionale drammatica di totale incuria e degrado con casi paradossali come l’opposizione alla nomina di Andrea Costa alla presidenza del Parco di Montemarcello Magra Vara, nella provincia della Spezia, solo per la sua appartenenza alla categoria dei cacciatori. Un cacciatore alla gestione di un parco ha fatto alzare un polverone, io invece penso che nessuno sia meglio di un Vero Cacciatore che conosce a fondo il suo territorio per proteggerlo. Mentre le Associazioni animalambientaliste ci fanno la morale e la guerra noi continuiamo a passeggiare nei “loro” parchi e a rilevare varie inadeguatezze.

Come potete vedere nelle foto questo è un problema che coinvolge tutto il territorio nazionale, QUESTI SAREBBERO PARCHI PROTETTI? MA PROTETTI DA CHI E COME?





Parco Valle Lambro, Lecco

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